Brachetto d’Acqui: quando il vino parla del territorio

Un perlage e profumo inconfondibile

Il Piemonte non è una regione facile. No, per nulla. Non è semplice da amare come quelle regioni del Sud che ti buttano in faccia tutta la loro magnificenza.

Il Piemonte è discreto, sabaudo, quasi nascosto. E così anche i suoi prodotti, non sono mai urlati, ma sono sempre sussurrati, quasi a voler marcare in ogni sfaccettatura quell’understatement sabaudo che caratterizza tutto in tondo questa terra, dalle persone al territorio.
E così è anche il territorio dell’Alto Monferrato, con le sue colline sinuose che furono paragonate ai seni di una donna, produce quei grandi vini che rendono speciale la nostra Italia, ma sempre con discrezione.

E con discrezione anche il Brachetto d’Acqui si posiziona sulle nostre tavole con il suo inconfondibile perlage, profumo e sapore: frizzante ed aromatico, adatto dall’aperitivo al dolce.

Secondo la leggenda, già al tempo dei Romani nel territorio di Acqui si produceva un vino ritenuto essere afrodisiaco. Non sappiamo se fosse un’antenato del Brachetto d’Acqui, ma il Vinum Acquense, così era detto questo prodotto, sembra sia persino stato apprezzato da Cleopatra: prima Giulio Cesare e poi Marco Antonio infatti recapitarono alla bella regina d’Egitto otri ed otri di questo vino.

Il Brachetto d’Acqui si presenta alla vista con un intenso colore rosso rubino o porpora, nel quale spiccano riflessi violacei, tendenti al rosato o al granato chiaro. Il profumo è delicato ed aromatico, e richiama ai sentori della frutta matura e degli aromi floreali.

Dal punto di vista del gusto, questo vino si distingue per la sua dolcezza e per il sapore gradevole, delicato e morbido, accompagnato da un’effervescenza fine e resistente.

In tavola poi ha fatto il suo debutto l’Acqui docg Rosè “Naturalmente dolce”, “naturalmente secco”, naturalmente buono direi io. Un vino adatto a tutto il pasto capace anche di ammaliare quel pubblico femminile che a volte guarda con diffidenza le bollicine. Ne parlerò presto in un altro post, un vino così ha bisogno di una tavola dedicata.

Da fare anche una passeggiata nei territori di produzione, le colline del Monferrato sono davvero uno spettacolo per gli occhi. E allora sì che viene fuori tutta la regalità di quel Piemonte, che spesso si nasconde ad occhi curiosi.

 

 

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