Lettera alla mia mamma

Quello che non ti ho mai detto

Cara mamma,

fino a pochi anni fa non avrei mai pensato di scriverti una lettera.

Il nostro rapporto è stato sempre così conflittuale: mondi diversi che si scontravano senza mai incontrarsi realmente.
Non so esattamente quando ci siamo perse.
Forse quando io ho smesso di volere le tue coccole. O forse quando ho capito che non sarei stata la figlia che tu volevi: non particolarmente studiosa, non particolarmente ordinata, troppo libera mentalmente per poter comunicare con una mente che si era educata a vivere in un ruolo che vedevo così lontano.
Sai mamma, mi sei mancata tantissimo.
Mi sono mancate le uscite a fare shopping, le serate a parlarti dei miei amori, di quel ragazzino che mi faceva impazzire e che mi ha devastato il cuore e i sogni.
Mi sei mancata tantissimo, quando non capivi il perché di tanti miei atteggiamenti, il perché di tanti discorsi, litigate, urlate.
Mi sei anche mancata quando è nato Seba, eppure eri lì. Ma non capivi quanto io mi sentissi inadeguata nel mio ruolo di madre. Non era colpa tua, io non dico mai nulla, io voglio sempre far apparire la vita così semplice, senza nessun ostacolo.
A poco a poco però quello scricchiolino ci ha fatto avvicinare, ma in realtà quello che è ora il nostro rapporto non lo dobbiamo “solo” a lui.
Se dobbiamo essere realmente sincere il pacere tra le nostre due anime è stato un’imprevisto, di quelli che si pongono sul cammino della vita di una persona, quegli intervisti devastanti che non ti lasciano spazio per altro.

Sai mamma, in quelle notti tra un ospedale e l’altro ho avuto così tanta paura.
Paura di non avere più tempo.
Paura di non poterti far vedere, toccare, vivere tutto quello che in anni di sacrifici, avevi creato.
Eh sì, perché comunque, anche se continuerò a negarlo, ti assomiglio molto più di quanto voglia. No, ecco, sul lato ordine proprio non ci arrivo, ma cerca di fartene una ragione.
Lì ho però capito che avevo davvero smesso di essere figlia e tutto è apparso, in un lampo, più chiaro.
Eppure mai, come in quel momento, avrei desiderato tornare tra le tue braccia a farmi coccolare. Tornare alle serate sul lungomare, ai gelati che sgocciolavano e alle giornate passate in giardino a giocare sull’altalena.
Ora mamma, so che riesci a sentirmi e io riesco a sentire te.

Ora sono io ad esserci per te.

 

               

 

Tempo di lettura: 3 minuti, a parte i singhiozzi
Colonna Sonora: In the name of Love – Sarah McKenzie

Scritto da Federica Visconti |
Foto di Federica Visconti |
Post in collaborazione con Amplifon |
Progetto #festaallamamma

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