Madeleine senza latte Céréal e ricordi di bambina

Buoni senza pensieri e senza sensi di colpa

 

Ti ricordi quando da piccola si sussurravano i segreti all’orecchio?
Quei segreti che venivano detti con voce sommessa, con la mano davanti alla bocca. Quelli che se rivelati si traducevano in fumetti di aria rosa.
Quei segreti al profumo di vaniglia e cardamomo, quei segreti che hanno i colori francesi e la consistenza delle madeleine al cioccolato.
Un po’ di anni fa sono andata con un’amica a Parigi, due giorni alla scoperta delle migliori pasticcerie della città. Ora, ogni volta che mangio madeleine mi sembra un sorriso alla memoria, un rituale domestico che mi riporta nella Ville Lumiere.
Le madeleine per me sono promessa, desiderio, segreti.
Forse davanti a una madeleine ho preso le decisioni più importanti della mia vita.
Che poi, se uno ci pensa, la nostra infanzia è stata costellata da piccoli dolci che hanno scandito i ritmi lenti e colmato desideri.
Gonne a pieghe, calzine bianche ricamate, codini e trecce e merenda con poche cose, senza tanti fronzoli: pane e marmellata, dolci al cioccolato e bicchiere di latte.
Ho provato le madeleine di Céréal  senza latte che mi ricordano tanto quelle di quei pomeriggi: fragranti, friabili. Perfette per la mia alimentazione in cui ridurre il consumo di glutine dopo averne abusato per anni.
La mia nonna conservava sempre i dolci in dispensa, non so come mai. “Prendono meno polvere” diceva.
Ho ancora quella dispensa, è in una stanza di casa dei miei in campagna. Profuma ancora di cioccolato, cannella e chiodi di garofano e ogni volta che ne apro le antine, sono investita di quell’abbraccio caldo proprio come era una volta. Ed è come se il tempo non fosse mai passato.

Colonna Sonora: But Beautiful, Gregory Porter 

in collaborazione con Céréal

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