Quando il caffè parla in famiglia

Caffè Vergnano, storia, tradizione e innovazione

Se dici caffè non immagini, senti un profumo.
Il profumo della mattina, quando la mia mamma metteva la moka sul fuoco per il mio papà e il gorgoglio dell’acqua sprigionava quell’aroma in casa che sapeva di buongiorno mischiato a quel profumo di vetiver che proveniva dal bagno.
Caffè è quel ricordo della nonna che usava la napoletana, perché “solo così è buono”.
Caffè è la moka doppia, tripla, quadrupla usata nelle notti di studio all’università a casa di Vanessa, ma forse era solo una scusa per fare pausa.
Caffè è quella polvere che ci piace tanto sul risotto alla vaniglia cucinato da mia suocera.
Caffè è quell’appuntamento con l’amica del cuore nel bar con la carta da parati, quell’attimo denso di confidenze e di parole che stanno in una tazzina.

E poi ci sono storie che affascinano. Queste sono le storie delle aziende che partono dai sogni, dalle piccole botteghe in piccole città che nel corso degli anni hanno la forza di sfidare le grandi multinazionali. Questa è l’azienda Vergnano, nata dalla mente e dal cuore di Domenico Vergnano nel 1882. Esatto, dal cuore, perché solo attraverso quello si riesce a raggiungere traguardi così importanti. L’altra settimana siamo andati in visita in azienda e devo dire che è stata un’esperienza davvero illuminante.

Ho scoperto che la qualità di un buon caffè non dipende solo dalla provenienza dei chicchi e dalle miscele.
Ho scoperto che dai sacchi di iuta proviene una storia fatta di piantagioni, porti, navi e tradizioni. Ho scoperto che le capsule possono essere completamente compostabili e sono realizzate con materiali adatti ad essere smaltiti nell’ambiente, che verranno trasformati in fertilizzante del terreno.
Ho scoperto che il caffè in grani va conservato in contenitori ermetici in ceramica per mantenere intatta la freschezza.
Ho scoperto che è possibile creare la propria macchinetta secondo colori e fantasie preferite scegliendo i bianchetti dalla boutique on line, da buttare via la testa, credetemi,
E ho scoperto che fare un caffè buono è dannatamente difficile, ora non faccio altro che ispezionare macchine, tazze, beccucci e pressini. Ma voi sapete che se la miscela sta troppo nel macinini il caffè non verrà mai buono perché comunque essendo un chicco oleoso rilascerà olio che diventerà rancido? E io che spesso mi ripeto che non lo amo sbaglio: io non amo i caffè fatti male!

Tempo di lettura: 3 minuti
Colonna Sonora: Yann Tiersen – Comptine d`un autre ete – l`apres-midi Sponsored by Caffè Vergnano
Progetto #Vergnanosisceglie

Testi Federica Visconti Photo Noemi Mazzuchelli

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