| The Travel Diaries | Le giornate dell’architettura

Alla ricerca dell’unicità nell’architettura altoatesina

Sono appena tornata dopo 3 giorni bellissimi (e uno freddissimo!) in Alto Adige. Sono state delle giornate davvero interessanti che hanno saputo risvegliare in me quel fascino che solo la cultura e la creatività sanno far scattare.

Abbiamo iniziato la nostra visita con un cantiere, sì, abbiamo anche indossato gli elmetti per visitare quello che un domani sarà il NOI, il parco tecnologico dell’Alto Adige che connetterà imprese, ricercatori e studenti per generare innovazione. Questo progetto mi è davvero entrato nel cuore, saranno state compici le spiegazioni e gli accenni di storia dell’Architetto Claudio Lucchin che mi hanno fatto immaginare un mondo dove innovare, partendo dalla storia e dalle radici è davvero possibile.
Quando impariamo qualcosa di nuovo, nel nostro cervello si formano delle sinapsi: nuove connessioni si sviluppano, altre vengono riattivate. I legami che si instaurano tra il nuovo e quanto già esisteva aprono la strada a traguardi che fino a quel momento apparivano irraggiungibili. È così che funziona NOI. Anche l’innovazione si genera quando, all’interno di una rete, si instaurano nuovi legami, quando idee e informazioni corrono rapide da un punto all’altro, proprio come gli impulsi attraversano i fasci nervosi. NOI, quindi, è anzitutto un network che mette in contatto imprese, start-up, studenti e ricercatori.

La sera abbiamo ponti gustare la cucina di Manuel Astuto all’Hotel Laurin. Inutile dirvi che è stata un’esperienza di pupille e papille unica! Sotto potete vedere una rapida galleria dei piatti che ho potuto degustare: salmone cotto a 40 gradi e scarola alla palermitana, gnocchi altoatesini all’aglio orsino, asparagi e gelato al latticello e una serie di degustazioni pazzesche tra cui l’esplosione di mango: divino!

La seconda giornata è stata dedicata a un tour in Val Venosta con gli architetti Arnold Gapp e Sylvia dell’Agnolo che ci hanno portato a scoprire architetture private e pubbliche che mai mi sarei aspettata. Masi completamente ristrutturati, architetture che si mimetizzano con le montagne con un occhio sempre attento alla sostenibilità.

Vi lascio questo video per conoscere questi splendidi posti e scoprire come in Alto Adige, regione di confine, discosta dai centri nevralgici è allo stesso tempo punto di contatto e luogo di dialogo.
L’incontro tra culture differenti è stato, ed è tuttora, all’origine della sua varietà architettonica.

 

Tempo di lettura: 5 minuti
Colonna Sonora: Chasing Piano di Michael Nyman

Scritto da Federica Visconti |
Foto di Federica Visconti |
Post in collaborazione con Alto Adige |
Progetto #legiornatedellarchitettura

 

 

 

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